Il progetto della nuova chiesa è ricco di significati, a partire dalla posizione in corrispondenza di un passo montano, luogo di incontro di sentieri, ed accoglie le innovazioni introdotte dal Concilio Vaticano II (1962-65), facendosene una delle realizzazioni più riuscite, anche grazie alla collaborazione tra Don Agostino, gli architetti progettisti Lacca e Gaviglio e Padre Costantino Ruggeri.
La semplicità e la linearità sono principi cardine del progetto, enfatizzati dalla scelta di materiali locali, ardesia e legno, lasciati al grezzo, che si affiancano al cemento armato della struttura, a vista o rivestito da intonaco strollato, nelle pareti e negli intradossi piani.
La facciata principale è costellata da piccole bucature pensate come nidi per uccelli, a sottolineare l'apertura della chiesa all'accoglienza dell'intero Creato.
L'interno, a navata unica, è sormontato da una copertura a tenda, rivestita esternamente in rame, internamente in tavole di legno, ed è pensato come un percorso.
Il pavimento è in ardesia a spacco, attraversato da raggi in legno che dagli ingressi e dalle sedute fisse dell'assemblea convergono verso l'altare e l'ambone.
Un ruolo fondamentale è assegnato alla luce, “linguaggio che guida nel percorso spaziale e spirituale contribuendo alla creazione di uno spazio mistico” (Sammicheli, 2016, p. 60); in generale soffusa, irrompe negli interni attraverso vetrate e lucernari: dietro l'altare una vetrata trasparente offre un vasto panorama sul paesaggio appenninico, mentre l'area del fonte battesimale e il corridoio di ingresso sono ornati da vetrate policrome, opera di padre Costantino che si è occupato inoltre degli arredi sacri. Due lucernari circolari enfatizzano il fonte battesimale e il tabernacolo.
Il 7 giugno 2015, alla presenza dei parrocchiani, dei costruttori e di tutti i fedeli legati alla chiesa, viene inaugurato il nuovo fonte battesimale.
LA CHIESA DI BARBAGELATA DALL’IDEA ALL’ESECUTIVO?
QUALI FORME QUALI LINEE HANNO CARATTERIZZATO LO SVILUPPO DEL PROGETTO?
"A me piace non solo viaggiare, ma anche esplorare dei territori che sono vicini a noi; quindi quella zona l’avevo battuta per bene, sono giunto a questo paesino, dove allora c’era solo la canonica, un’osteria e poche case. Ho incontrato un sacerdote, proprio di quelli semplici, buoni, che parlano pochissimo, però aveva una grande sensibilità, era proprio un sacerdote di montagna che era stato mandato lì a Barbagelata perché pensavano che non potesse fare di più e invece, nella sua semplicità quell’uomo è venuto in comunione con la natura e doveva costruire una chiesetta, mi ha chiamato e mi ha chiesto di aiutarla.
Ho cercato di pensare a questo luogo collocato sulla montagna e ho usato dei materiali semplici, rustici, per esempio l’altare è fatto di tronchi di castagno tagliati con la motosega, così come la croce e il soffitto. È proprio una chiesetta che ho costruito con le mie mani all’interno, e quindi ho vissuto qui momenti davvero artigiano e creatore della chiesa. Volevo fare qualcosa di semplice ma anche di originale. In facciata ho pensato di fare dei buchi per invitare gli uccelli a fare i propri nidi e ad arricchire, con il loro canto, la casa del Signore. È stata una bella avventura.
Le vetrate dietro l’altare hanno la funzione di inquadrare quel bel panorama unico.
Nella chiesa di Barbagelata, sulla porta dell’altare e del presbiterio, ho cercato di valorizzare la luce nel suo splendore, soprattutto nell’ora del tramonto."
"C'è ancora tempo fino al 23 novembre per visitare ‘Designing the sacred’ all'interno della sezione Monditalia dove 41 installazioni attraversano il territorio italiano! Una riflessione sulle architetture del sacro contemporaneo per promuovere un dibattito su un tema ancora “snobbato”. E' questo il termine che il curatore della mostra Marco Sammicheli ha utilizzato per spiegare una delle ragioni che lo hanno invogliato a presentare, insieme a don Giuliano Zanchi (Direttore del Museo Diocesano “Bernareggi” di Bergamo) e a Padre Andrea Dall’Asta (Direttore della Galleria San Fedele, Milano e Raccolta Lercaro, Bologna) questo lavoro di ricerca alla kermesse internazionale. L'intento sembra quello di aprire gli occhi del visitatore ad un panorama architettonico sconosciuto e complesso, sottovalutato e considerato d'élite al tempo stesso, ma che nasce dalle esigenze della gente e da sempre risultato della ricerca architettonica ed artistica. Dieci le architetture selezionate tra Italia, Etiopia e Qatar all'interno di un vasto patrimonio che conta all'indomani del concilio Vaticano II più di 5000 nuove chiese secondo un processo di riflessione che “incrocia cultura del progetto, cultura liturgica e spirito del tempo”. Lo scenario presentato, con immagini e testi, si sofferma su architetture a volte poco conosciute, su interventi ex-novo e su adeguamenti liturgici. Si ricorre ad autori noti e meno cercando di far soffermare il visitatore sulle qualità dell'esito formale ma anche per criticare ciò che ha rappresentato un'occasione mancata. Una ricerca che analizza e giudica con serenità architetture in cui è possibile riscontrare un progetto architettonico e liturgico d'insieme, che si sposa con l'identità locale oppure no! Alcuni dei progetti presentati: la Chiesa di Santa Maria Regina del Creato a Barbagelata di Lorsica sull’appennino genovese progettata dagli architetti Gaviglio, Lacca, Leoni con padre Costantino Ruggeri nel 1972 è, per gli autori, la Ronchamp italiana. In San Lorenzo Martire a Rualis di Cividale del Friuli, la nuova aula liturgica è stata progettata da Sandro Pittini studio associato Ar.Pi nel 2007 in stretta connessione con la chiesa preesistente neoclassica di Santo Stefano. L'interno è uno scrigno di luce e l'utilizzo del legno nell'accompagnare le scelte spaziali definisce un ambiente accogliente. Tra gli adeguamenti liturgici presentati il caso della Parrocchia del Sacro Cuore Immacolato di Maria a Brembo di Dalmine, (BG) del 2011. I PBEB Architetti mostrano un'esperienza positiva di riqualificazione di uno spazio dove i volumi puri di una chiesa/fabbrica degli anni Cinquanta trovano la loro vera vocazione mistica grazie a un’operazione di pulizia formale. Fuori dalla penisola, la Chiesa Santa Maria Ausiliatrice progettata da Caccia Dominioni nel 2005 ad Adwa in Etiopia,all’interno di una missione e la Chiesa Nostra Signora del Rosario realizzata a Doha in Qatar da Lorenzo Carmellini e Rocco Magnoli nel 2008, prima chiesa cattolica nella penisola arabica."
Carla Zito
La Voce del Popolo 5 ottobre 2014
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